disturbo dello spettro autistico

L’importanza dell’alimentazione nei bambini autistici

A causa della vasta gamma di sintomi, l’autismo è ora definito disturbo dello spettro autistico (ASD) poiché copre un’ampia tipologia di sintomi, abilità e livelli di disabilità. L’autismo varia in gravità in base al livello di compromissione che limita l’autonomia nella vita quotidiana dei soggetti che ne risultano affetti. I bambini con autismo hanno difficoltà a comunicare, a comprendere il pensiero altrui ed hanno una difficoltà ad esprimersi con parole o attraverso la gestualità e i movimenti facciali. Oltre a soffrire di una elevata sensibilità nei confronti di rumori e suoni, i bambini autistici possono essere soggetti a movimenti del corpo ripetitivi e stereotipati, come dondolio o battito di mani. Inoltre, possono avere risposte insolite alle persone, attaccamenti agli oggetti, resistenza al cambiamento nella loro routine, o comportamento aggressivo o autolesionista. A volte possono dare l’impressione di non notare persone, oggetti o attività nell’ambiente circostante.

Un caso tipico di resistenza al cambiamento è legato all’alimentazione del soggetto affetto disturbo dello spettro autistico. La selettività alimentare, ad esempio, è un problema rilevante che interessa 1 bambino su 2 affetto da autismo.

Tipici comportamenti come la ritualità o la ripetitività inducono alcuni soggetti a prediligere esclusivamente alimenti del proprio colore preferito o in base a forma e consistenza o ancora di pretendere la disposizione degli stessi nel piatto sempre uguale. Un ragazzo autistico è tendenzialmente avverso a sperimentare nuovi sapori a causa dello stile abitudinario e all’accentuata percezione del gusto e in generale dei sensi.

Generalmente si riscontra, nell’alimentazione di un soggetto autistico, un apporto di fibre ridotto ai minimi termini soprattutto a causa della carenza di assunzione di verdure.

Frumento (prodotti di panificazione , pizze, impasti per dolci…)e prodotti di origine vaccina (formaggi, scamorze, ricotta…), invece, andrebbero evitati e sostituiti. La caseina, dopo i 4 anni di vita, genera problematiche intestinali nel caso di bambini con autismo. La soluzione a tutto ciò è privilegiare il latte di soia o di avena (ricco di fibre). Nel caso del frumento è consigliabile la sua sostituzione con i cereali (orzo, riso, farro o quinoa).

Gli studi sul microbiota intestinale sono innovativi ed estremamente utili, sono una nuova frontiera nello studio dell’ASD.

La scoperta delle interazioni tra sistema nervoso centrale ed enterico ha portato a definire la presenza di un asse intestino-cervello, che potrebbe influenzare sia parametri biologici/biochimici sia il comportamento. Sintomi e livelli di gravità sono assolutamente soggettivi nei pazienti affetti da disturbo dello spettro autistico e hanno una vasta gamma di variabili che ancora a lungo saranno oggetto di numerosi studi. Senza dubbio dobbiamo uscire dall’ottica che esista una dieta valida per tutti, così come non esistono dei regimi alimentari universali che funzionano con tutti i bimbi autistici. Così come non ci sono dubbi che il supporto di una figura professionale specializzata in alimentazione e nutrizione può migliorare la qualità di vita del soggetto affetto da autismo e di riflesso dell’intera famiglia.

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