Fertilità e dieta

Anche la dieta può aiutare la fertilità

Sono in crescita le coppie che si trovano ad affrontare problematiche di infertilità. Una vita sana, un giusto peso corporeo e l’attenzione all’alimentazione sono elementi importanti quando si cerca di avere un bambino. Quindi una dieta bilanciata può migliorare le possibilità di concepimento. Negli ultimi vent’anni è aumentato l’interesse verso la correlazione esistente tra abitudini alimentari e infertilità. Diversi studi sia nell’ambito della fertilità spontanea sia per quanto riguarda la procreazione medicalmente assistita hanno messo in evidenza che sovrappeso e obesità sono fattori di rischio per infertilità.

Le cause dell’infertilità, sia femminile che maschile, sono numerose e di diversa natura. Possono essere correlate a specifiche patologie – quali obesità, infezioni da malattie a trasmissione sessuale (sifilide, gonorrea, chlamydia), endometriosi, policisti ovarica – ma anche a fattori sociali (la ricerca di un figlio in tarda età) o allo scorretto stile di vita (l’uso di droghe, l’abuso di alcool, il fumo, le condizioni lavorative, l’inquinamento).

Fra quest’ultima serie di fattori, un ruolo importante ha anche l’alimentazione.

Al fine di favorire la fertilità non si può prescindere dallo stile di vita e dall’alimentazione che sono le basi non solo per la salute generale e ginecologica della donna, ma anche, in caso di gravidanza, per la salute ed il corretto sviluppo del feto. Occorre perciò, facendo prevenzione primaria, puntare su una corretta alimentazione poiché il peso corporeo può giocare un ruolo fondamentale. Essere normopeso rappresenta infatti la condizione ideale per portare avanti la gravidanza in maniera ottimale; di contro donne sottopeso o coloro che praticano un’intensa attività fisica possono avere difficoltà di ovulazione, e dunque di concepimento, con ricadute sui rischi per la crescita del feto. Dunque, anche quando si è alla ricerca di un figlio, la dieta va studiata con un medico specialista o un nutrizionista.

Nella donna i carboidrati influenzano l’omeostasi del glucosio e la sensibilità all’insulina, che possono a loro volta interferire con la produzione ovarica di androgeni e in generale con la funzione ovarica.

Molti studi hanno già dimostrato che la riduzione dei carboidrati nella dieta in donne con sindrome dell’ovaio policistico può migliorare la funzione ovarica. Di conseguenza i cereali integrali dovrebbero essere consigliati in chi cerca la gravidanza perché i costituenti come l’acido fitico, vitamine e selenio che hanno proprietà antinfiammatorie ed effetti benefici sul metabolismo del glucosio. Un eccessivo consumo di carne pare essere deleterio per la fertilità femminile, mentre il consumo di pesce, ricco di omega 3, potrebbe essere un fattore positivo ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, specie mercurio. Occorre, inoltre, fare attenzione all’eccessivo consumo di latte scremato e derivati (yogurt e gelato) e dei grassi saturi, presenti prevalentemente nei grassi di origine animale (burro, lardo, strutto).

Ogni dieta per la fertilità femminile dovrebbe prevedere: la supplementazione di ferro eme (una componente dell’emoglobina e di altre proteine contenuto in piccola parte nel ferro alimentare); il corretto apporto di vitamine e il rispetto del fabbisogno giornaliero di acido folico (presente in particolare nelle verdure a foglia verde scuro) da addizionare quando necessario e sotto prescrizione medica con integratori nutrizionali.

Abitudini e stili di vita scorretti possono avere risvolti negativi anche sulla fertilità maschile.

Fra questi in età infantile e durante lo sviluppo puberale, un ruolo importante è svolto dall’eccessivo aumento ponderale dalla sedentarietà, associati ad abitudini alimentari non appropriate. Dunque, anche nell’uomo, una dieta equilibrata, completa e ricca di antiossidanti, e il contenimento dei fattori di rischio – mantenere un peso adeguato, attività fisica moderata e costante, stile di vita salubre, assenza di consumo di alcol e sostanze dopanti- rappresentano poche e semplici regole utili per ottimizzare la fertilità e la sessualità, e per preservare l’organismo in salute.

Un buon consumo di vegetali e cereali integrali, alimenti ricchi di acqua, vitamine, minerali e fitonutrienti ad azione antiossidante ha mostrato un effetto positivo sullo stato ossidativo degli spermatozoi.

Anche pesce, crostacei e molluschi hanno un ruolo positivo grazie al contenuto di acidi grassi insaturi, in particolar modo omega 3. Al contrario studi indicano che consumi elevati di carni lavorate e carne rossa possono causare problemi: si tratta di alimenti ricchi di grassi saturi e di grassi trans naturali, sostanze che hanno un impatto negativo sulla salute maschile, con possibile riduzione dei livelli di testosterone e riduzione della spermatogenesi. Analogo effetto negativo sembra averlo un elevato consumo di patate, di dolci e di bevande dolcificate: tutti fattori che favoriscono l’aumento di peso e aumentano infiammazione e stress ossidativo, fattori fortemente negativi per la qualità del seme. Infine anche tè, caffè e alcol se consumati in quantità eccessive possono contribuire ad una riduzione della fertilità negli uomini.

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