Adhd deficit di attenzione e iperattività

La dieta per i bambini con deficit di attenzione e iperattività (Adhd)

La sindrome da deficit di attenzione ed iperattività (Adhd) rientra tra i disturbi del neurosviluppo ed è caratterizzata da iperattività motoria, impulsività e difficoltà nel mantenere un elevato livello di attenzione per lunghi periodi. Di Adhd è affetto all’incirca il 5% dei bambini di tutto il mondo, ma le percentuali non sono chiare, perché in molti casi il disturbo non viene diagnosticato in tempo.

Esiste una relazione tra Adhd e alimentazione? Il tema è controverso, ma continua a interessare molti genitori che vorrebbero un’alternativa ai trattamenti farmacologici o che cercano una terapia complementare. Diversi studi hanno spazzato via l’ipotesi che l’alimentazione possa essere la causa dei disturbi comportamentali, ma sicuramente può essere d’aiuto per il controllo dei sintomi.

La consulenza di un nutrizionista rappresenta l’approccio migliore nei bambini che assumono comportamenti alimentari non adatti alle loro reali esigenze nutrizionali e al livello di attenzione necessario per lo svolgimento delle attività quotidiane.

Alcuni alimenti fanno bene alle cellule nervose, aumentandone la capacità di concentrazione, l’apporto quotidiano di questi nutrienti deve essere costante e adeguato. Si dovrebbe, quindi, aumentare il consumo di proteine che devono derivare in gran quantità da legumi (fagioli, lenticchie e ceci), uova e frutta secca. Consumare questi cibi facilita infatti la concentrazione e, di conseguenza, il lavoro di apprendimento. È altrettanto importante non far mancare un adeguato apporto di vegetali e frutta. Questi alimenti andrebbero consumati preferibilmente nelle ore serali, perché facilitano il rilassamento, regalando una buona qualità del sonno. Si dovrebbe privilegiare, infine, il consumo degli acidi grassi omega 3, che si trovano soprattutto nel pesce (tonno, salmone, sgombro, sardine).

Sotto accusa spesso lo zucchero: una dose concentrata può far salire di 10 volte il livello di adrenalina nel sangue dei bambini portando ansia, irritabilità, iperattività o aggressività.

Limitare, quindi, l’assunzione di bibite gassate, succhi di frutta, caramelle, dessert e più in generali tutti i dolciumi. Limitare l’assunzione di zuccheri può certamente contribuire a ridurre l’iperattività nei bambini. Bisogna però ricordare che, sebbene una dieta a basso tenore di carboidrati possa ridurre i sintomi di Adhd, non si dovrebbero mai eliminare completamente i carboidrati dalla propria alimentazione. Basta inserire carboidrati da fonti integrali, piuttosto che raffinate.

Attenti anche ai cibi nervini: alcuni conservanti o coloranti per alimenti e le sostanze nervine potrebbero aumentare la sintomatologia dell’iperattività.

Dovrebbero quindi essere eliminati dalla dieta: i coloranti alimentari e i conservanti (aspartame, glutammato monosodico e nitriti vari). Nella categoria delle sostanze nervine vengono tradizionalmente inseriti caffeina, teobromina, teina, taurina, guaranà, efedrina, sinefrina contenute nel tè, nel caffè, nel cacao. Le proprietà toniche di questi alimenti agiscono sul sistema nervoso centrale e quello periferico, stimolando l’iperattività. Un’alimentazione che eviti queste sostanze, che eviti alimenti cui il bambino è eventualmente allergico o intollerante e che risolva carenze nutritive derivanti da un’alimentazione non corretta diventa uno strumento importantissimo nel trattamento dell’Adhd.

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