Leggere le etichette: cosa vuol dire “senza zuccheri aggiunti”?

Leggere le etichette: cosa vuol dire “senza zuccheri aggiunti”?

Basta dare un’occhiata alle etichette dei prodotti alimentari per rendersi conto di come siano sempre più diffusi i messaggi che ne vantano particolari proprietà nutrizionali. Un esempio su tutti: «senza zuccheri aggiunti». Un messaggio che può trarre in inganno. Da una recente indagine, realizzata dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope e descritta in un articolo pubblicato su Nutrients, è emerso come il claim «senza zuccheri aggiunti» viene associato a prodotti che non contengono affatto zucchero o ne contengono meno rispetto a prodotti analoghi. Ma non è così.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha definito parametri chiari: al massimo il 10% delle calorie giornaliere devono essere assunte sotto forma di zuccheri. Ancora meglio il 5%, che corrisponde ad assumere quotidianamente non più di 25 grammi (circa 6 cucchiaini) di zucchero.

Ma lo zucchero è presente in molti degli alimenti che si assumono quotidianamente: una bibita, un succo, una merendina ma anche semplicemente un frutto.

Chimicamente lo zucchero appartiene alla categoria dei carboidrati. Quest’ultimi infatti si suddividono in semplici (fruttosio, glucosio, lattosio e maltosio) e complessi (per esempio l’amido presente in pane e pasta). Dal punto di vista nutrizionale il nostro organismo utilizza gli zuccheri come fonte di energia immediatamente disponibile.

Nonostante siano fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo negli ultimi anni è iniziata una vera e propria battaglia contro gli zuccheri, considerati i principali responsabili di problemi all’apparato cardiocircolatorio, diabete o obesità.

Ovviamente le aziende alimentari si sono allineate alla richiesta sempre più crescente di preparati a basso contenuto di zucchero. Negli ultimi tempi è possibile girando per i supermercati notare molti prodotti con la scritta «senza zuccheri aggiunti». Questo potrebbe indurre il consumatore a pensare che l’alimento sia privo di zuccheri creando quindi una situazione ambigua e ingannevole (tanto che molte aziende sono state multate per l’abuso di tale frase). Questa dicitura può essere applicata solamente a quei prodotti a cui non è stato aggiunto non solo lo zucchero, inteso come saccarosio, ma anche qualunque altro tipo di dolcificante. In alcuni prodotti, infatti, veniva aggiunto il succo di diversi concentrati di frutta, come l’uva o la mela, che costituiscono essenzialmente uno sciroppo e quindi zuccheri semplici (glucosio e fruttosio).

Se prendiamo un succo composto al 100% da frutta, questo sarà «senza zuccheri aggiunti» se nel procedimento non è aggiunto nessun tipo di zucchero o dolcificante anche se comunque saranno presenti gli zuccheri naturali della frutta.

È quindi fondamentale leggere attentamente l’etichetta. Vediamo come:

1) Guarda sempre il retro

Non lasciarti ingannare dalle informazioni sulla parte frontale del prodotto. Di qualunque prodotto si acquisti è bene controllare in particolare la tabella nutrizionale.

2) Leggi bene la tabella nutrizionale

Cercate il contenuto di zucchero nella categoria glucidi. Spesso è indicato con la voce “carboidrati (di cui zuccheri)”.

3) Attenzione alla lista degli ingredienti

Se lo zucchero si trova fra le prime voci della lista è probabile che il prodotto ne contenga molto.

4) Occhio agli zuccheri “nascosti”

I produttori sfruttano i diversi nomi dello zucchero a loro vantaggio per aggiungerne quantità in eccesso. Per evitare di consumare molto zucchero, oltre al comune saccarosio, dobbiamo prestare attenzione a: zucchero di barbabietola, zucchero di canna, zucchero invertito, zucchero grezzo, succo di canna evaporato, sciroppo di mais, di malto, d’acero, d’avena, di carruba, miele, fruttosio, nettare di agave, malto d’orzo, melassa, lattosio, dolcificante di mais, destrano, galattosio, glucosio, disaccaridi, maltodestrine e maltosio.

5) Attenzione agli edulcoranti

Se l’alimento è indicato come «senza zuccheri aggiunti» sarà necessario controllare che non vi siano neanche edulcoranti (l’acesulfame K, l’aspartame, il ciclammato e la saccarina) o concentrati di succhi.

6) Evitare i cibi light

I produttori compensano la carenza di grassi aggiungendo zucchero per renderli più saporiti.

7) Privilegiare i cibi naturali e freschi

Il modo migliore per evitare di cadere negli inganni delle etichette nutrizionali dei prodotti elaborati è quello di evitarli del tutto.

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